dal notiziario del 10 maggio 2026
Speciale BEATA BEATRICE
800 ANNI, MA ANCORA ATTUALE
Ottocento anni ci distanziano dalla storia di Beata Beatrice e la vita di tutti noi è profondamente diversa da quella del medioevo. Eppure Beata Beatrice ha ancora un messaggio da offrici.
Lei ancora giovane fa l’esperienza della fragilità: pur crescendo in un luogo protetto, ricco, pieno di opportunità e assicurazioni, si scontra con la sofferenza e la fragilità della vita, sperimentando la morte di alcuni suoi
familiari: fin da piccola perde la madre e all’età di 20 anni, nel dicembre del 1212, rimane orfana del padre Azzo VI e tre anni dopo anche il fratello maggiore Aldobrandino muore ad Ancona il 10 ottobre 1215. La morte,
l’esperienza del limite, suscitano in lei degli interrogativi su ciò che conta veramente nella vita. Anche per noi l’esperienza del Covid è stata un momento forte di domande e così oggi i tanti conflitti sparsi nel mondo ci interrogano: cosa conta veramente nella vita? Che futuro stiamo costruendo?
Beatrice non ha trovato subito una risposta ai suoi interrogativi, ma ha avuto bisogno di cercare, discernere, ascoltare dei consigli: si è fatta accompagnare da persone che l’hanno aiutata a capire. Il Beato Giordano
Forzatè di Padova, Alberto di Montericco e frate Alberto di Santo Spirito in Verona, all’inizio del 1220 sono stati per lei persone importanti.
Nel monastero benedettino di Santa Margherita in zona Salarola a Calaone, dove visse per un anno e mezzo, ebbe il tempo per capire la scelta giusta da compiere e poi realizzata con la vita religiosa nel nuovo monastero sul Monte Gemola. Il tempo che stiamo attraversando è molto confuso e complesso e spesso, soprattutto per i giovani, è difficile capire, orientarsi, compiere scelte definitive. C’è bisogno di comunità, di persone con le quali
confrontarsi, dialogare; è necessario confrontarsi con persone significative e poi avere il coraggio di scegliere con determinazione.
Penso che per Beatrice non sia stato facile distaccarsi dal modello di società aristocratica nella quale era cresciuta fin da bambina nel castello di Este e di Calaone. “Beatrice trascorse gli anni dell’adolescenza nel lusso, tra seduzioni materiali, tra piaceri e frivolezze di ogni genere, come avviene di solito alle donne nobili che vivono nel mondo… Varcata la soglia della giovinezza e diventata più libera e disinvolta, avendo conquistato il dono di un sapere più maturo e di una consapevolezza più profonda, riscoprì la sua vera identità…” (cfr biografia di frate Alberto di Santo Spirito).
La vera identità di una persona nasce da una libertà che si mette in gioco per qualcosa di importante e duraturo. La scelta della povertà è una critica chiara a credere che il denaro può dare la vera felicità, è il fine da
perseguire a tutti i costi. Il mondo nel quale siamo immersi “celebra” il trionfo dell’economia e il culto del denaro: con i soldi puoi fare e ottenere tutto. La scelta di Beatrice, come quella di san Francesco e di altri santi
della storia della Chiesa, ci indica la libertà di una scelta: seguire Cristo umile e povero, e sperimentare la gioia di crescere secondo la logica del servizio e della condivisione.
La santità di Beata Beatrice è una strada aperta tutti: non servono miracoli o i gesti straordinari. E’ necessario attuare ogni giorno piccole scelte di verità, sincerità, autenticità. Lo stile di vita oggi parla più di tante parole e
tanti discorsi: la vera carità si costruisce quotidianamente nel modo con cui si vive insieme, si trattano gli altri, si fanno scelte che esprimono priorità e valori autentici che danno valore da ogni persona. Dal suo primo biografo Alberto di Santo Spirito, Beatrice viene descritta come mite e umile di cuore, innamorata della vera povertà, donna di preghiera: c’erano in lei una meravigliosa carità ed una meravigliosa umiltà, ed inoltre una pazienza e un’ubbidienza straordinariamente grandi… non offendeva nessuno con malizia… non era in lei la benché minima superbia; non si poteva cogliere alcuna arroganza nelle sue parole o nei suoi gesti…
La festa e il ricordo di Beata Beatrice ci aiuti a vivere la fede dentro la nostra storia, tra limiti e dubbi, in ricerca di punti di riferimento, per imparare a scegliere come vivere oggi il Vangelo di Gesù, in forme sempre nuove, capaci di costruire la nostra vera felicità e il bene di tutti..
Don Franco

LA VITA DI BEATA BEATRICE
Beatrice nacque a Este nel 1191 da Azzo VI, marchese d’Este, e da Sofia figlia di Umberto III di Savoia, sua seconda moglie. Visse la sua infanzia e giovinezza alla corte dei Marchesi d’Este, tra il castello di Este e quello di Calaone. All’età di 20 anni, nel 1212, rimase orfana del padre e tre anni dopo morì anche il fratello maggiore Aldobrandino. Tanti dispiaceri fecero maturare in lei il desiderio di una vita diversa da quella di corte, ispirata alla vita religiosa.
Aiutata e consigliata dai suoi padri spirituali, all’inizio del 1220 lasciò la sua residenza estense e chiese di essere ospitata nel monastero benedettino di Santa Margherita in Salarola a Calaone. Nell’aprile del 1221 si trasferì sul Monte Gemola nel monastero di San Giovanni Battista. Molte giovani attirate dall’esempio di Beatrice chiesero di condividere questa scelta. Beatrice donò tutti i suoi beni personali alla nuova comunità e non volle essere nominata badessa. Visse umilmente nella preghiera e nella carità, nel lavoro e nella penitenza. Dopo alcuni mesi di malattia, morì il 10 maggio 1226, all’età di circa 35 anni.
Beatrice fu subito venerata come santa dalle consorelle, nei villaggi dei Colli e
dai Padovani; il suo culto fu riconosciuto costantemente dai vescovi di Padova e confermato nel 1763 da papa Clemente XIII. È compatrona di Este insieme a
Santa Tecla.
dal notiziario del 10 maggio 2026
Speciale BEATA BEATRICE
APPUNTAMENTI PER LE CELEBRAZIONI
DI BEATA BEATRICE
Lunedì 11 maggio – Duomo di Este ore 21
VEGLIA DI PREGHIERA VOCAZIONALE con la presenza del vescovo di Padova S.E. Mons. Claudio Cipolla
Giovedì 14 maggio – Duomo di Este ore 21
FESTIVAL BIBLICO – LA FORZA DEL LIMITE incontro con padre Sandro Carotta, benedettino dell’Abbazia di Praglia
Venerdì 15 maggio – Patronato Redentore ore 18
FESTIVAL BIBLICO – LA FORZA DEL LIMITE
incontro con don Francesco Farronato e aperitivo conclusivo offerto dall’organizzazione
Chiesa di Rivadolmo ore 21
FESTIVAL BIBLICO – LA FORZA DEL LIMITE concerto del coro Amazing Gospel Choir
Sabato 16 maggio – Gabinetto di Lettura ore 18
FESTIVAL BIBLICO – LA FORZA DEL LIMITE incontro con Andrea Pase e padre Mauro Armanino, missionario SMA: Linee sulla sabbia – Provocazioni dal Sahel
Domenica 17 maggio – parcheggio Castello di Este ore 8,30
Il sentiero di Beata Beatrice I
“SUI PASSI DI BEATRICE DA ESTE A CALAONE”
Durata 3 ore circa, lunghezza andata-ritorno 8 chilometri, dislivello 250 metri.
Villa Matua Benavides – Valle San Giorgio di Baone ore 16
“NOBILI NON SOLO DI STIRPE. FIGURE FEMMINILI STRAORDINARIE
NEL MEDIOEVO”. Relatore: Luigi Contegiacomo
Mercoledì 20 maggio – Gabinetto di Lettura ore 16
Conferenza del prof. Franco Cardini: MISTICISMO FEMMINILE NEL MEDIOEVO
Venerdì 22 maggio – Duomo di Este ore 21
ORATORIO SACRO SU BEATA BEATRICE I di Cristina Antonini
Domenica 31 maggio – Chiostro delle Consolazioni ore 18
Presentazione della riedizione del libro di Francesco Selmin, “Beata Beatrice. La vita negli antichi testi”
Sabato 6 giugno – Villa Contarini – Vigna Contarena, ore 21.15
Spettacolo Teatrale “IL MIO NOME È BEATRICE – COLEI CHE DONA BEATITUDINE”
Domenica 7 giugno – Duomo di Este ore 16,30
Visite guidate al Duomo di Este e alla Mostra delle Reliquie di Beata Beatrice I
Venerdì 12 giugno – Teatro S. Giorgio – Valle San Giorgio ore 21
Myracle play rievocazione drammaturgica della vita di Beata Beatrice I d’Este
“BEATRICE … RISCOPRÌ LA SUA VERA IDENTITÀ”
liberamente tratta da “Beata Beatrice, la vita negli antichi testi” di Francesco Selmin
Domenica 14 giugno – Duomo S. Tecla – Este ore 21
Concerto di musica sacra: Gloria di Vivaldi e altre musiche sacre
Corale Martinelli Pertile di Montagnana e Orchestra
IL CORPO DI BEATA BEATRICE
A ESTE NEL 1957
La domenica del 5 maggio 1957 nel pomeriggio, alle ore 16, partì da Este una lunghissima colonna di auto e di moto per Padova. L’urna della Beata fu deposta su un autocarro della ditta Negrello, addobbato con fiori e drappi. Uscendo da Padova per Porta Trento, fu percorsa la strada dei Colli: una sosta a Praglia dove l’abate e i monaci resero omaggio alla Beata, quindi la salita a Teolo, il passaggio per Zovon, Vò, Cortelà. Nei pressi di Fontanafredda infatti l’urna fu coperta da un telone a causa della pioggia insistente. A Este cessò la pioggia: l’imponente processione partì dalla chiesa di San Girolamo per il ponte di San Martino, e si fermò nella basilica delle Grazie dove avvenne l’ingresso ufficiale in Città, con i discorsi del sindaco Antonio Guariento, dell’arciprete delle Grazie don Luigi Rizzo e con la prima benedizione con la reliquia, impartita alla Città.
Poi la processione si avviò verso il Duomo: alle ore 20.50 l’urna entrava per la porta maggiore in Duomo tra gli squilli di tromba dell’inno dedicato alla Beata. L’arciprete pronunciava il discorso di accoglienza e dava la solenne benedizione.
La festa liturgica di beata Beatrice fu celebrata venerdì 10 maggio con la messa solenne dell’arcivescovo di Ferrara Natale Mosconi (1904-1988) al mattino e con i vesperi solenni alle 18.00 ai quali fu presente, insieme con il vescovo di Padova Mons. Girolamo Bortignon e l’arcivescovo di Ferrara, il Patriarca di Venezia Angelo Giuseppe Roncalli (1881-1963, papa Giovanni XXIII dal 1958) che tenne il discorso solenne per la Beata, invocando per Este una riscoperta della vita spirituale e una rinnovata coscienza della propria storia cristiana: «Amo pensare che il ritorno fra queste mura del corpo della Beata Beatrice vorrà essere una nuova sorgente di
spirituale devozione, di rinnovato eccitamento al bene.”
