dal notiziario del 7 giugno 2026

Speciale Assemblea Parrocchiale

INSIEME PER FARE MEGLIO
Assemblea Parrocchiale del 21 febbraio 2026

In questo SPECIALE riportiamo i contributi che sono emersi dall’Assemblea parrocchiale che si è svolta a metà dell’anno pastorale e che ha dato la possibilità di un confronto ampio sul cammino della nostra comunità di Santa Tecla. Questo contributo è nato dalla sintesi dei gruppi che si sono incontrati durante l’Assemblea.

Sabato 21 febbraio 2026 la comunità parrocchiale di Santa Tecla si è incontrata in Patronato, invitata dal consiglio pastorale, per vivere un’esperienza di incontro e confronto. Hanno partecipato più di 60 persone tra gli operatori, volontari delle varie realtà associative e parrocchiali.

L’incontro aveva lo scopo di riflettere insieme sullo stato attuale della nostra comunità, individuando le priorità di intervento per il futuro e lo spirito con cui affrontarle.

Questo momento si inserisce in un periodo di cambiamento per la nostra Diocesi: dall’ultimo Sinodo, infatti, è emersa come priorità quella di valorizzare i ministeri battesimali. Nel concreto questi ultimi sono servizi pastorali di coordinamento e promozione degli ambiti essenziali della vita della Chiesa e della sua missione, da esercitare in équipe. Spetterà a tutti impegnarsi per individuare le persone che copriranno questo incarico nei prossimi anni. Saranno figure fondamentali che affiancheranno i preti nella gestione pratica della vita della parrocchia, prendendosi delle responsabilità in nome del battesimo ricevuto e del suo valore per la vita della comunità.

Dopo un momento iniziale di preghiera e presentazione di queste tematiche da parte di Don Franco, l’assemblea è stata suddivisa in sei sottogruppi eterogenei, per facilitare il dialogo e permettere a tutti i partecipanti di esprimersi. I gruppi sono stati volutamente formati per fare incontrare giovani e adulti di età e provenienza diversa, perché ognuno potesse portare la propria visione di parrocchia.

Il pomeriggio è stato scandito da due momenti di dialogo divisi in gruppi, seguiti entrambi da momenti di relazione e convivialità. Il confronto in gruppo è stato organizzato seguendo lo schema dei gruppi sinodali: dopo la lettura di alcuni brani di provocazione, il moderatore invitava ogni partecipante a condividere a turno le proprie riflessioni. Le tematiche affrontate sono state guidate da tre atteggiamenti: Riconoscere, Interpretare e Scegliere.

                                           

I MINISTERI BATTESIMALI

Individuare all’interno di ogni parrocchia i ministeri battesimali significa:

– Valorizzare la responsabilità di tutti i credenti battezzati nell’impegno a vivere da discepoli di Gesù nella vita quotidiana e a diffondere il Vangelo nelle realtà del mondo.

– Condividere con i preti e tra credenti la responsabilità delle attività e iniziative della parrocchia. Le persone a cui viene affidato un ministero battesimale coordinano le attività di un certo abito della parrocchia valorizzando il contributo di tutti.

Dice il vescovo nella lettera del Sinodo diocesano “Ripartiamo da Cana” :
“Ritengo che i ministeri battesimali possano essere una leva di cambiamento della pastorale. Le persone chiamate ai ministeri battesimali coordinano e promuovono gli ambiti essenziali della vita della Chiesa e della sua missione. L’azione pastorale non dipende più totalmente dalla disponibilità e generosità del parroco ma diventa una responsabilità plurale e condivisa. Per questo è importante creare in ogni parrocchia (anche la più piccola) delle equipe che si prendono cura della vita parrocchiale anche in assenza di un prete e lo fanno insieme, evitando personalismi e stimolando invece la valorizzazione del compito di ciascun credente dentro la parrocchia”.

Ogni parrocchia perciò sarà chiamata nei prossimi anni ad individuare delle persone che si assumono la responsabilità della vita parrocchiale in 5 ambiti:
• l’annuncio del Vangelo e la catechesi
• la spiritualità, la preghiera e la liturgia
• la carità e la vicinanza ai chi è più in difficoltà nella parrocchia.
• la gestione delle risorse economiche
• il coordinamento della equipe per favorire la comunione e relazioni positive all’interno della comunità.

Anche nella nostra parrocchia saremo chiamati ad individuare queste figure.

 

dal notiziario del 7 giugno 2026

Speciale Assemblea Parrocchiale

1 – RICONOSCERE

L’obiettivo della prima condivisione era quello di individuare positività e difficoltà attuali della nostra parrocchia.

Positività
Dalle condivisioni positive sono emerse innanzitutto sensibilità diverse a seconda dell’età e della provenienza di ciascuno (Scout, Azione cattolica, catechiste, Caritas, volontari del Patronato, …). Dal punto di vista pastorale, diversi sono i percorsi che contribuiscono a mantenere viva la comunità.

L’Iniziazione Cristiana, ad esempio, coinvolge i bambini e i loro genitori portandoli a partecipare alle S. Messe; molto positivi sono anche i momenti dedicati ai più piccoli durante i “tempi forti” dell’anno liturgico, in cui viene proposta un’attività sul Vangelo in uno spazio a loro dedicato. Altri percorsi riconosciuti fondamentali sono quelli dell’Azione cattolica e degli Scout, che accompagnano la crescita dei più giovani, così come ad esempio il gruppo degli Adultissimi di Azione cattolica, un’occasione di confronto e di condivisione spirituale per persone anziane.

Quasi tutti i gruppi hanno poi evidenziato un altro elemento significativo: la forte connessione tra la parrocchia e il tessuto sociale della città di Este, resa concreta da realtà come l’Emporio della Solidarietà e il Patronato. Si è sottolineata anche l’unità tra i gruppi che vivono in Patronato e la sinergia che si crea in occasione di grandi eventi, come la Festa del Redentore in giugno, la 1000×1000 e il Grest dei ragazzi a giugno.

Anche nella quotidianità sono presenti diversi volontari che permettono il buon funzionamento delle attività del Duomo e del Patronato: entrambi sono spazi aperti a chiunque voglia dare la propria disponibilità, indipendentemente dall’età e dalla provenienza sociale, diventando luoghi di accoglienza e di servizio.

Difficoltà
Tra le negatività, si è parlato prima di tutto di argomenti che vanno ben al di là della nostra comunità e che riguardano tutti i cattolici. La fede oggi non sembra più essere il riferimento centrale della vita delle persone e questo mette in crisi anche l’identità di noi credenti. Avendo una vita sempre più frenetica e ricca di stimoli, sembra non esserci tempo per la fede.
Questa preoccupazione si concretizza nella difficoltà di coinvolgere nella vita parrocchiale i giovani, gli adulti e le famiglie piene di impegni extra scolastici. La S. Messa è meno partecipata di un tempo, non solo dai ragazzi ma anche dagli adulti, forse anche perché viene vissuta meno come un precetto o una tradizione da rispettare e più come una scelta consapevole.

Il percorso dell’Iniziazione cristiana, cominciato con la nostra diocesi più di dieci anni fa, è stato messo da molti in discussione perché si pensa che i bambini apprendano meno contenuti di fede rispetto al passato e che un percorso di soli cinque anni sia troppo concentrato per poter ricevere i sacramenti al termine della scuola primaria.

Un altro timore ricorrente è il rischio di affidare troppi servizi, compiti e responsabilità alle stesse persone: coinvolgere e responsabilizzare nuove persone è sempre complesso, ma sarebbe un nodo vitale per continuare a vivere serenamente la vita di comunità.
È anche emersa la poca comunicazione tra le varie associazioni: ognuno sembra molto concentrato sul “proprio orticello” e ci si dimentica di essere parte di una comunità più grande.
Chi non appartiene a nessuna associazione fa fatica a sentirsi coinvolto.

 

2 – INTERPRETARE E SCEGLIERE

L’obiettivo della seconda condivisione era quello di avviare una riflessione comune sugli aspetti che
potremmo migliorare
per essere più creativi e generativi a favore della crescita delle persone.

Di seguito alcune proposte emerse dai vari gruppi:
● Avviare gruppi di spiritualità e catechesi per gli adulti, formando in questo modo persone preparate per la vita e le attività della comunità.
● Offrire la possibilità di celebrare in più occasioni la Santa Messa in Patronato.
● Necessità di creare momenti di relazione e aggregazione dopo la Santa Messa della domenica.
● Dare più importanza alla visita e benedizione delle famiglie, in particolare nei confronti alle persone fragili, anziane e malate, impossibilitate ad uscire.
● Organizzare pellegrinaggi o percorsi/gite, curando la preparazione spirituale di queste proposte.
● Favorire la collaborazione tra i gruppi della parrocchia, attraverso équipe eterogenee di lavoro.
● Favorire più momenti di convivialità tra le persone per favorire la conoscenza delle persone della
comunità.
● Coinvolgere di più i genitori dei ragazzi in attività pratiche, per far crescere la relazione e fare rete.
● Migliorare la comunicazione negli spazi fisici del Patronato e del Duomo (bacheche visibili anche
dall’esterno, dando meno per scontato che le persone sappiano cosa succede in parrocchia).
Ottimizzare anche l’utilizzo dei social per raggiungere più persone possibili, anche esterne.

Sarà importante scegliere pochi e chiari obiettivi per non disperdere le energie e per non rischiare di lasciare queste intuizioni solo sulla carta. Il primo passo da fare è il coinvolgimento personale: ciascuno è chiamato a mettersi in gioco in prima persona, con un atteggiamento disponibile e sereno.

Nei prossimi anni saremo impegnati come Consiglio pastorale e gruppi della Parrocchia a scegliere strade concrete per far crescere queste indicazioni e attivare nella nostra parrocchia percorsi di spiritualità e formazione, relazioni sempre più aperte e attenzioni verso le fragilità di questo tempo. Siamo tutti in cammino !